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Abbiamo detto che la dieta chetogenica permette di perdere peso grazie all’induzione della chetosi nel nostro corpo.
Ma cosa significa che il corpo va in chetosi?
Quando eliminiamo completamente l’apporto di zuccheri nel nostro organismo, si attiva una particolare via metabolica (nota come beta-ossidazione degli acidi grassi) che attinge dai grassi di deposito per produrre i corpi chetonici. Questi corpi chetonici vengono usati dal cervello, dai globuli rossi e dal cuore per compensare la carenza di zuccheri in circolazione.
La Chetosi, dunque, è il meccanismo del nostro corpo che brucia i grassi del tessuto adiposo per alimentare l’organismo. Attingendo dal tessuto adiposo, e quindi dalla massa grassa, questo meccanismo consente di mantenere invariata la massa muscolare durante il dimagrimento.
La dieta chetogenica prevede l’esclusione di gran parte dei carboidrati e l’esclusione totale degli zuccheri.
È prevista una fase iniziale di dimagrimento rapido, in cui la massa magra si mantiene intatta, migliora l’equilibrio osmotico cellulare di acqua e di tutti i nutrienti, viene eliminata l’acqua extracellulare in eccesso e il grasso, a partire da quello addominale.
In questa fase, la dieta si basa quasi interamente sull’apporto di proteine e di grassi, e questa particolare composizione di macronutrienti induce nell’organismo una condizione di chetosi. In assenza di carboidrati sono principalmente i grassi ad essere usati a scopo energetico e da qui deriva l’applicazione della dieta chetogenica ai fini del dimagrimento. Per innescare il meccanismo della chetosi occorrono 2-3 giorni, durante i quali è importantissimo rispettare il piano alimentare stabilito dal nutrizionista.
La durata di questa prima fase di attacco varia a seconda dell’obiettivo di dimagrimento. Una persona che vuole perdere 10 kg impiega in media 45 giorni per la fase di attacco, in cui avviene il calo ponderale, e altri 2 mesi per consolidare il traguardo raggiunto.
La seconda fase della dieta, quella di “transizione”, prevede la reintroduzione graduale dei carboidrati, secondo dei criteri medici specifici. In questa fase si consolidano i risultati raggiunti nella fase precedente, e si continua comunque a perdere peso e a definire.
La dieta ha regole ben precise che vanno rispettate e prevede livelli di idratazione elevati in quanto utilizza la diuresi per l’eliminazione delle calorie. La dieta è normoproteica e non affatica i reni, e prevede l’utilizzo di prodotti chetogenici ed integratori alimentari per un corretto apporto di sostanze nutritive.





L'ipertensione arteriosa consiste in un incremento dei valori pressori del sangue. Insieme al sovrappeso e all'obesità costituiscono due importanti fattori di rischio cardiovascolari. In particolare l'eccesso ponderale localizzato al livello della regione addominale aumenta il rischio di sviluppare patologie metaboliche (diabete mellito) e cardiovascolari (infarto del miocardio e ictus cerebri). Intervenire tempestivamente con un piano alimentare che consenta di perdere il peso in eccesso permette di ridurre il rischio di sviluppare queste patologie e, nella maggior parte dei casi, di sospendere la terapia farmacologica assunta per l'ipertensione.
La dislipidemia è un aumentato livello di colesterolo e/o trigliceridi nel sangue. Insieme ad altri fattori, come l'obesità e l’ipertensione arteriosa, costituisce uno dei fattori di rischio cardiovascolare (infarto del miocardio e ictus). Il nostro protocollo di dieta chetogenica è un approccio normoproteico ed a basso contenuto di grassi e di carboidrati. In questo modo si ottiene una riduzione repentina del peso corporeo ed un aggiustamento degli esami ematochimici (glicemia, colesterolo, trigliceridi).
Si tratta di una patologia cronica caratterizzata da iperglicemia e insulino resistenza che se non ben controllata può portare alla comparsa di complicanze croniche oculari, cardiache, renali, cerebrali, a carico degli arti inferiori e di tutti i distretti corporei. Il diabete mellito di Tipo II, essendo quasi completamente asintomatico, si stima che nella maggior parte dei casi venga diagnosticato dopo 8-10 anni dalla sua reale comparsa. La dieta chetogenica è particolarmente indicata in questa patologia clinica e permette di ottenere grazie ad un rapido calo ponderale un'ottimizzazione dei profili glicemici e una riduzione dei livelli dell'emoglobina glicata. Intervenire con una dieta chetogenica di una durata minima di 3 mesi nei primi tre anni di patologia può portare alla completa remissione.
L'iperinsulinemia consiste in un eccessivo rilascio di insulina da parte del pancreas. È spesso associata ad una condizione di insulino resistenza caratterizzata da un cattivo funzionamento dell'insulina a livello degli organi bersaglio. La presenza di tessuto adiposo localizzato prevalentemente nella regione addominale alimenta il processo di insulino resistenza. A causa di questa problematica metabolica i pazienti hanno particolare difficoltà nel calo di peso pur seguendo diete restrittive. La dieta chetogenica è invece particolarmente efficace perché permette di eliminare esclusivamente tessuto grasso andando ad agire sui meccanismi causali di queste patologie.
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